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Una questione di priorità

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Messaggio Da simpep il Dom 13 Set 2015, 16:04

E' da un po che non scrivo qualcosa in quest'area.
Quello di oggi è un argomento un po particolare perché necessita di qualche minima conoscenza di base (come la mia) sui sistemi operativi.
L'argomento gira intorno a Windows e di come questo sistema operativo multi-task parzializza il tempo del processore (CPU) fra i vari programmi che vengono attivati in contemporanea dall'utente.

I programmi sotto windows "girano" con un livello individuale di priorità.
Questo vuol dire che, durante la fase della sua costruzione, ad ogni programma viene associato un indice che corrisponderà alla percentuale di risorsa (tempo) della CPU che il sistema operativo deve dedicare al programma stesso durante l'esecuzione.
Il presupposto dei sistemi  multi-task è proprio la commutazione veloce del processore fra i vari programmi in esecuzione, così veloce da dare l'idea che più programmi siano attivi in contemporanea.
Se tutti i programmi avessero la stessa priorità vorrebbe dire che la CPU verrebbe commutata in tempi uguali fra i vari applicativi in esecuzione.
Dalle mie remote conoscenze sui sistemi, posso aggiungere ancora che anche il sistema operativo concorre con i suoi processi nella spartizione del tempo ma lo fa, in linea di massima, con alta priorità (non necessariamente la più alta).
Se attivate la finestra di "Gestione delle attività di Windows" con il classico Ctrl+Alt+Canc potrete visualizzare la pagina contenente l'elenco dei "Processi" attivi con il loro relativo impegno di memoria e di CPU.
Se sul singolo programma si clicca con il tasto desto, appare una finestrina con all'interno la voce "Set CPU Priority" e poi una sotto-finestra con un elenco di fasce di priorità:
(In windows 7)
- Tempo Reale
- Alta
- Superiore al normale
- Normale
- Inferiore al normale
- Bassa
In genere tutte le applicazioni, tranne qualcuna, sono settate con priorità "Normale" che corrisponde circa alla metà della scala (fra Bassa e Alta) .
Quando una applicazione gira invece con priorità "Tempo Reale" vuol dire che questa non cederà la risorsa della CPU fino a quando non termina.
Questa condizione è alquanto pericolosa perché se la funzione non smettesse autonomamente di "girare" continuerebbe a far uso della CPU e non concederebbe agli altri processi di usarla. In pratica si avrebbe il blocco del PC perché neanche tastiera e mouse sarebbero "ascoltati".
Rientrano in questi casi le situazioni del PC che si "impalla".
Evitando di selezionare la modalità "Tempo Reale", dalla finestrina di cui sopra si può scegliere una diversa priorità da dare allo specifico programma che da quel momento, in funzione della selezione fatta, avrà aumentate o diminuite le risorse conferite dalla CPU.
Quando per esempio si fa girare un videogioco e si vuole la massima reattività possibile allora si può settare ad "Alta" la priorità di quel programma.
Tuttavia Windows non consente di modificare la priorità in modo stabile per cui quando il programma verrà successivamente rilanciato avrà la sua priorità nativa e non quella che era stata da voi modificata.
Ho trovato una applicazione gratuita (Prio) che riesce a salvare la modifica della priorità fatta dall'utente.
A questo indirizzo potreste scaricare, a seconda del sistema che avete, la versione a 32 o a 64 bit.
http://www.prnwatch.com/prio/
Bisogna lanciare l'applicazione per essere installata e poi, per averla attiva, bisogna spegnere e accendere il PC.
Lanciando la "Gestione attività di Windows" si potrà notare che sulla destra del punto interrogativo nei menù della prima riga adesso è presente una nuova label "Prio".
Adesso quando con il tasto destro si seleziona una applicazione dalla pagina dei processi attivi, apparirà in elenco una nuova label già selezionata "Save Priority" per cui qualsiasi variazione che si farà con il settaggio tramite l'altra voce "Set CPU Priority" questa verrà salvata e il programma al successivo "Run" avrà la nuova priorità di CPU.
Si può fare qualche prova con applicazione impegnative come videogiochi, assemblaggio video o simili.

Con l'applicazione Prio installata, sconsiglio di settare la priorità dei programmi alla modalità "Real Time" perché si potrebbero creare situazioni poco gestibili.

Beh, se qualcuno avesse letto fin qui sarebbe già un buon risultato.  Una questione di priorità 1239994158

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Messaggio Da Pablo il Dom 13 Set 2015, 17:03

Scherzi Sim,
io me lo sono letto tutto d'un fiato e lo proverò sicuramente.
Gira con Win 10?
Sono anche io maniaco delle prestazioni, sono per esempio attentissimo ai programmi ed ai servizi all'avvio del S.O.
Stò ancora cercando di batterti sul tempo di boot di windows con Glary Utilities. affraid affraid
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Messaggio Da simpep il Dom 13 Set 2015, 18:00

Pablo, se volessi provare a recuperare qualcosa al boot usando le stesse Glary Utilities potresti :

Dalla pagina "Panoramica" clicca nella colonna centrale sotto il visualizzatore del tempo di Boot sul pulsante "Gestione avvio".

Si presenta una finestra "Gestione Avvio Automatico".
Seleziona la label "Programmi ad esecuzione automatica.
Verranno visualizzati tutti i programmi che partono in automatico al boot.
Clicca sulla colonna "Tempo di caricamento" in modo da sortare l'elenco in ordine decrescente in base al tempo di boot necessario per il singolo applicativo.
Adesso noterai che nella colonna sulla destra "Stato" sarà presente una scritta "Attivato" o "Disattivato".
Se fai clic con il tasto destro su una riga dell'elenco compare una lista nella quale puoi selezionare la seconda label "Ritarda" e successivamente dall'elenco che appare puoi scegliere fra 30 secondi e 270 secondi a passi di 30 secondi.
In pratica io ho ritardato almeno di 30 secondi tutti i programmi che a mio parere non erano vitali avere disponibili al boot come il programma di gestione dello scanner, della stampante e qualcun altro ancora.
Il ragionamento non mi sembra sbagliato perché se si sta accendendo il PC vuol dire che la stampante è le altre periferiche sono ancora spente o non utilizzate quindi perché intasare la fase di start del PC con i loro programmi di gestione?

Prova! Io ho recuperato ancora qualcosina e sono arrivato al nuovo PB di 14 secondi.  Una questione di priorità 215292660
Sapere che il 99% (come puoi leggere sotto il contatore) di tutti gli utenti di windows sono più lenti del mio Boot non è male.

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Messaggio Da Lenz76 il Lun 14 Set 2015, 16:24

Ho letto anch'io tutto Sim !

Sei stato molto chiaro e più leggevo, più mi interessavo !

Grazie per la consulenza (non ne ero a conoscenza).

_________________
PB 5 km: 22' 38" (All. 21/10/'15)
PB 10 km: 46' 55" (Boncellino 26/12/'15)
PB 21,097 km: 1h 44' 41" (Mezza di Voltana 06/12/'15)
PB 30 km: 2h 34' 18" (All. 07/02/'16)
PB 42,195 km: 4h 11' 06" (Maratona di Firenze 29/11/'15)
PB 50 km: 5h 30' 27" (50km di Romagna 25/04/'15)
PB 100 km: 13h 18' 49" (100km del Passatore 30-31/05/'15)

« In fondo chi se ne frega se perdo questo incontro, non mi frega niente neanche se mi spacca la testa, perché l'unica cosa che voglio è resistere, nessuno è mai riuscito a resistere con Creed; se io riesco a reggere la distanza e se quando suona l'ultimo gong io sono ancora in piedi, se sono ancora in piedi, io saprò per la prima volta in vita mia che non sono soltanto un bullo di periferia. »
(Rocky)
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Messaggio Da zivago il Lun 14 Set 2015, 19:19

Ciao sim,

il tuo post mi dà lo spunto per fare qualche considerazione sull'uso del benedetto/maledetto computer e sull'interazione che ha nella nostra vita quotidiana.

Premetto, a scanso di equivoci, che a me il computer dà da mangiare.
Allo stesso modo che l'aratro, la zappa e le sementi davano nutrimento al contadino; oggi a me il computer, con annessi sistemi operativi e applicazioni, mi permette di portare a casa la pagnotta.
Ben vengano, dunque, le migliori tecnologie che facilitano e velocizzano le tante, e ormai indispensabili, funzioni che i moderni calcolatori consentono.

Detto questo però mi pongo, e vi pongo qualche (retorico) interrogativo.

È proprio necessaria tutta questa potenza computazionale? L'enorme e sempre nuova quantità di strabilianti applicazioni sono davvero utili? L'esasperata velocità di processo migliora o peggiora la qualità di ciò che vogliamo ottenere?
Ad un'ampia e universale accessibilità a fantastici strumenti, un tempo accessibili solo ad esperti o utilizzatori di élite, è corrisposto un più diffuso benessere?
Il facilissimo uso di queste eccezionali tecnologie ha innalzato il generale livello di conoscenza, cultura e consapevolezza? Ha reso più bello il mondo e le nostre vite?
Le relazioni e le espressioni umane, oggi così mediate dal computer e dal web, sono migliorate?
E in fatto di libertà e democrazia come la mettiamo? In un mondo completamente informatizzato, a noi utilizzatori finali (utonti), quanto potere di indirizzo e di controllo viene lasciato?

P.S.  A proposito delle prestazioni dei computer.
Il programma “Apollo”, quello che consentì alla NASA di portare l'uomo sulla Luna (20 luglio 1969), utilizzò sulle navicelle spaziali un computer dalle seguenti caratteristiche:
-  velocità del processore: 1 MHz 16-bit
-  memoria: 2.048 parole (32.768 bit o approssimativamente 4kB)
-  display: a 7 segmenti numerici


Questo strumento, potente quanto un'odierna calcolatrice tascabile, fu in grado di guidare l'astronave fino alla Luna, permettere l'allunaggio e il rientro sulla Terra: in tutto 356.000 km di spazio.
Particolarmente preciso doveva essere il calcolo della traiettoria per rientrare nell'orbita terrestre: il minimo errore avrebbe comportato o la disintegrazione nell'impatto con l'atmosfera; o un rimbalzo che avrebbe mandato la nave spaziale a perdersi nello spazio siderale.
Per rendere l'idea della precisione occorsa nel calcolo delle traiettorie di volo, in una conferenza l'astronauta David Scott fece questo paragone: “Pensate a una palla da baseball e a una da basket distante 14 piedi (4.27m), la prima era la Luna, la seconda la Terra: il corridoio che dovevamo infilare era sottile quanto un foglio di carta“.

Oggi mio figlio possiede un “Apple iPhone 5s” con le seguenti caratteristiche:
-  velocità del processore: 1,3 GHz, dual-core 64-bit
-  memoria: 64 GB
-  display: Multi-Touch
-  fotocamera, GPS, e  un'infinità  di applicazioni incluse


Neil Amstrong e compagni, con uno strumento simile, sarebbero arrivati altroché sulla Luna !
Invece oggi, restando terra a terra, cosa vedo dai miei figli e dalla maggior parte dei loro coetanei? Li vedo inseparabilmente attaccati a un aggeggio, potentissimo, che anziché farli spaziare verso orizzonti e conoscenze un tempo inaccessibili, li tiene inchiodati ad un compulsivo, messaggiare, chattare , twittare, bloggare, googlare in ristretti circuiti di conoscenze e circoscritti interessi. E quanto più il software e l'hardware consentono velocità ed efficienze sempre più estreme; tanto più le espressività comunicative diventano laconiche, superficiali, povere.

P.P.S.  Oggi si sono riaperte le scuole. Stamane ho visto alcuni bambini delle elementari avviarsi con il tablet in mano.
Sento e leggo che il tablet a scuola migliorerà la didattica e alleggerirà i già pesanti zaini dei nostri piccoli. Dicono che il testo digitale e l'hyperlink darà la possibilità di accedere a più ampie conoscenze. Spero proprio che sia così.
Non posso, tuttavia, fare a meno di chiedrmi: aumenterà il sapere, cioè l'intendere, ossia il capire e quindi il valutare oppure... il copia e incolla?
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Messaggio Da aroldo74 il Lun 14 Set 2015, 20:03



P.P.S.  Oggi si sono riaperte le scuole. Stamane ho visto alcuni bambini delle elementari avviarsi con il tablet in mano.
Sento e leggo che il tablet a scuola migliorerà la didattica e alleggerirà i già pesanti zaini dei nostri piccoli. Dicono che il testo digitale e l'hyperlink darà la possibilità di accedere a più ampie conoscenze. Spero proprio che sia così.
No non è così. Da maestro elementare ti posso garantire che sono tutte stupidaggini atte a rincoglionire sempre più i nostri figli.
Nella mia didattica rifuggo pure dal somministrare schede fotocopiate da chissaddove con esercizi inutili dove mettere crocette, (tranne casi particolari dove io stesso preparo il lavoro finalizzato ad un preciso obiettivo coerente col resto delle cose fatte) in favore di un lavoro da ammanuensi, tecnico , ridondante, ripetitivo e sfinente. Ti posso assicurare che alla lunga i risultati si vedono, anche sulla qualità emotiva dei fanciulli, che, in quanto esseri "facenti" ed applicati, trovano emozione e soddisfazione nell'imparare a fare qualcosa di concreto.
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Messaggio Da simpep il Lun 14 Set 2015, 20:43

Io penso che conoscere l'informatica è una cosa diversa dal saper usare benissimo Uoz-ap ( Very Happy ) su un cellulare 16-core.
Quindi un voto alto alla conoscenza teorica e alla competenza tecnica e un voto mediocre all'utente generico che si accontenta di usare Uoz-ap e fa 48 rate per acquistare l'ultimo modello di cellulare.
Credo che questo prescinda dalla potenza di elaborazione di un processore.
Poi che con un PC di oggi anziché sulla Luna sarebbero andati su Marte credo sia solo un modo di dire per evidenziare la differenza di capacità di calcolo fra i sistemi di allora e quelli attuali.
Come diceva mio nonno : "non è che con nove donne un bambino nasce in un mese". risata
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Messaggio Da aroldo74 il Lun 14 Set 2015, 21:48

Anche io mi sono reso conto che i.computer fanno più o meno le stesse cose di una volta ma con risorse hardware sempre maggiori.
penso che Ia ragione stiamo nel fatto chele risorse maggiori siano occupate dalla grafica.
L'editing video é uno di questi.
I videogiochi fanno il resto.
Giocavo dai tempi del Commodore 16 e qualche differenza c'è.
Non sempre mi pare giustificata.
Ad esempio:
nessun PC degli anni 2000 riusciva a far girare giochi colla qualità di una PlayStation2 che vantava un processore a 300Mh e 16 MB di ram e 4MB DI MEMORIA VIDEO. Nessuno colla stessa configurazione hardware.
Non parliamo oggi del confronto con le varie PlayStation4. Nessun PC riesce a fare lo stesso.
Inoltre più si alza la risoluzione dello schermo più le richieste diventano esponenziali.
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Messaggio Da differentgear il Lun 14 Set 2015, 22:19

Come diceva mio nonno : "non è che con nove donne un bambino nasce in un mese". risata
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Ehehe parole sante ...
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Messaggio Da rikchecorre il Lun 14 Set 2015, 23:15

simpep ha scritto:L'argomento gira intorno a Windows e di come questo sistema operativo multi-task parzializza il tempo del processore (CPU) fra i vari programmi che vengono attivati in contemporanea dall'utente...
Argomento interessante anche per me, da qualche mese di nuovo "linuxiano" al 100%...
mi hai fatto venire la curiosità di cercare l'analogo in linux e ho visto che è un comando da terminale (ovviamente risata ) con un bel nome: "nice"... e mi sono reso conto che è uno dei pochi settaggi su cui non ho messo ancora mano (uso da tempo distro abbastanza avanzate dove lo smanettamento da terminale è quasi all'ordine del giorno)... Una questione di priorità 3
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Messaggio Da aroldo74 il Mar 15 Set 2015, 11:12

Ti rendi conto che con Linux occupi 1/10 delle risorse rispetto a Windows per fare le stesse cose?
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Messaggio Da simpep il Mar 15 Set 2015, 18:30

A proposito di Linux vs Windows.

Questo è un estratto di una intervista fatta a Linus Torvalds sui motivi per cui in ambiente Desktop il sistema operativo più diffuso è sempre stato Windows:
.
. . . . . Un’altra cosa importante è che quella è l’area dove hai molta utenza che non vuole necessariamente usare un computer al massimo delle sue possibilità. Un sacco di PC desktop sono usati per del lavoro di base: le persone adorano usare il computer, perchè gli rende il lavoro più facile, ma allo stesso tempo non sono realmente interessate al computer in sé. Non sono come me. A me piace usare il computer perchè è un gran giocattolo con cui posso fare delle cose. A loro piace usare il computer perchè con questo terminano in fretta il loro lavoro. Quindi per questo tipo di persone decidere “Oh voglio provare un nuovo sistema operativo al di fuori di ciò che io abbia mai usato” è una decisione difficile. . . .
.
.
Io di mio aggiungerei che in linea di massima i PC Desktop rappresentano una fascia di utilizzatori prevalentemente non informatici e questa fascia di utenza esiste proprio perché si è riusciti nel tempo a far usare un computer anche a coloro i quali non hanno basi ne di elettronica ne di informatica.
La gran parte del merito di windows forse sta in questo.
E fa riflettere il fatto che la diffusione di Linux è schizzata su quando qualcuno lo ha dotato di una interfaccia uomo-macchina in stile "windows".
Credo sia giusto che chi compra una lavatrice solo per lavare i panni debba imparare meno cose possibili per utilizzare al meglio l'elettrodomestico e sono certo che strada facendo si diffonderà l'uso di semplici comandi vocali anche in apparecchiature elementari.
Poi che ci sia una popolazione di esperti appassionati di lavatrici che vivono il possesso di una lavatrice per studio, per gioco, che cercano di spremere tutte le possibilità che in una fase di centrifuga si può ottenere scrivendo in proprio la sequenza di temporizzazione su un PLC (timer programmabile) e che sanno tutto sui detersivi naturali e sugli effetti di un risciacquo a numero di giri variabile, questa è tutta un'altra storia e tutto un altro (piccolo) mercato.
L'utente Linux in linea di massima appartiene a questa fascia di mercato nella quale una sotto-area è occupata da chi, pur non essendo un appassionato di lavatrici, fa un semplice ragionamento: perché pagare il programma di lavaggio se lo stesso simil-prodotto è fornito da qualcuno gratuitamente nel mercato delle libere idee degli appassionati di lavatrici?

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Messaggio Da simpep il Sab 19 Set 2015, 14:11

Una piccola disquisizione attorno al multitasking di Windows
e un nuovo applicativo per sperimentare.

* * * * *

Mi scuso in anticipo con gli esperti per alcune imprecisioni lessicali.
E anche con i poco esperti per la noia che può scatenare !

Windows, attraverso dei meccanismi di schedulazione (time sharing), attiva ciclicamente i processi che l'utente lancia in contemporanea.
La CPU viene assegnata ad ogni processo per un periodo di tempo elementare detto time-slice. Se il processo termina prima dello scadere del tempo o la finestra temporale è scaduta allora l'esecuzione del processo viene interrotta e la CPU passa ad un altro processo.
Questo meccanismo è noto con il termine "multitasking".
La commutazione fra i processi è così rapida che l'utente ha l'impressione di avere più processi attivi in funzionamento parallelo.
Tuttavia a ogni processo, come avevo gia detto, viene associato un livello di priorità e in base a questo vengono formate delle code di processi che una dopo l'altro ottengono l'utilizzo del processore.
Adesso aumentare il livello di priorità di un processo significa in modo indiretto consentirgli un tempo medio maggiore di utilizzo del processore e viceversa.
In un post precedente ho proposto come modificare la priorità di un processo e come con l'aiuto di una applicazione lo si possa fare in modo stabile perchè Windows non memorizza il valore modificato dall'utente.
Adesso, per chi volesse ancora sperimentare intorno alla questione delle priorità in ambiente Windows 7 propongo l'applicazione "TopWinPrio" gratuita e scaricabile al seguente indirizzo:

http://www.softpedia.com/get/System/System-Miscellaneous/TopWinPrio.shtml#download

Si tratta di un programma che dopo essere stato installato funziona in sottofondo o come dicono i meglio in background.
Il programma TopWinPrio implementa un algoritmo tutto sommato molto semplice, ma, come spesso avviene con le cose semplici, anche molto efficace.
In pratica ciclicamente con periodo di un secondo (modificabile dall'utente) il programma controlla su quale finestra c'è il focus del sistema ovvero quale è la finestra attiva e a quale processo la finestra appartiene.
Fatto ciò l'applicazione aumenta il valore di priorità a quel processo e mantiene gli altri processi a una priorità più bassa.
La conseguenza è che la CPU dedicherà gran parte del suo tempo proprio al processo attivo migliorando i suoi tempi di risposta.
Nel momento in cui una finestra passa in secondo piano o viene minimizzata allora l'applicazione TopWinPrio abbassa la priorità del processo correlato portandola al suo valore tipico.
Insomma, per usare una analogia running, questa applicazione fa fare un po di "Fartlek" ai processi che entrano in concorrenza.
Una cosa interessante è che TopWinPrio non modifica il proprio livello di priorità anzi setta la propria priorità ad un valore basso proprio per evitare di entrare in competizione sleale con le risorse del sistema.
Per fare in modo che TopWinPrio possa aumentare la priorità ad un processo che ha diritti di amministratore allora anche TopWinPrio deve essere stato attivato con le credenziali di amministratore.
Il programma ha tre finestre rispettivamente per la visualizzazione di un log operativo, una per rendere più arzillo "Explorer" e regolare il tempo di refresh e un'altra finestra per decidere di far partire l'applicazione all'accensione del PC.

L'autore dichiara che funziona bene su XP, Vista e win7.
Io l'ho provato solo con windows 7.1
Non ha prodotto danni e sembra funzionare correttamente.

Dal mio punto di vista vale la pena dedicargli qualche oretta di sperimentazione.
Se non altro può stuzzicare la curiosità per cercare in giro qualche lettura più professionale di questo post intorno al discorso della gestione dei sistemi multitask (Linux compreso) e sulle tecniche di schedulazione dei processi.

Un  Una questione di priorità 3864841750 a chi ha avuto il coraggio di arrivare fino quà >sim

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Messaggio Da -francesco- il Mer 23 Set 2015, 09:04

Ho voluto provare questo programma Glary utilities. Mi ha dato 1 min. e 38s per l'avvio e il 99% degli utenti più veloce di me.
Nella mia somma ignoranza ho provato a ritardare alcuni programmi e a disattivarne altri.
Faccio ripartire il pc e... magia! Mi da ora 1m e 59 s.!!!!! Ho peggiorato di 21 s!!!!
Forse dovrei capire meglio il meccanismo.... scratch
-francesco-
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Messaggio Da zivago il Mer 23 Set 2015, 13:43

A proposito di priorità di esecuzione…

È di questi giorni la notizia che la “Volkswagen” ha installato, nelle centraline elettroniche delle sue autovetture vendute in America, un software intelligentissimo capace di scegliere le priorità più convenienti alla situazione data.
I tecnici informatici di quell'industria, hanno sviluppato un programma in grado di capire in che condizioni il motore opera. Praticamente il computer di bordo dice al motore come deve comportarsi secondo determinate priorità; ad esempio in modalità, urbana, sportiva, di crociera, offroad, di risparmio, ecc. .
Insomma un programma sofisticato e talmente intelligente da riuscire perfino a capire quando l'automobile viene sottoposta ai test per misurarne le emissioni: per esempio quando viene posta su rulli di prova velocità o quando le vengono applicate determinate sonde.
Ecco quindi che in queste "speciali situazioni", il sistema multitaskingpriorità al "programma test". Vengono così rimappate le funzionalità del veicolo, ottimizzando il funzionamento del motore in tal modo da ridurre al minimo l'inquinamento. Peccato che poi, in condizioni di reale e normale impiego su strada, le emissioni risultano di 40 volte più inquinanti di quelle rilevate da quel software così “furbo”.

Ora, qui, non voglio  disquisire sulle colpe di quell'azienda  o sulle responsabilità politiche di chi ha avvallato la truffa (chi è senza peccato scagli la prima pietra). Voglio invece discorrere sull'affidabilità di molti test.
Siamo proprio sicuri che tanti benchmark, analisi, misurazioni, test e certificazioni, siccome fatti a computer con tanto di speciali algoritmi, siano sempre veritieri?
Quanto sono reali le performance dei nostri computer? I nostri elettrodomestici di classe A, AA, AAA, AAA+ e compagnia cantando, sono proprio così efficienti? Le nostre automobili, oltre al dichiarato (dai costruttori) scarso inquinamento, consumano davvero così poco come da tabelle? E che dire degli esami clinici, delle previsioni meteorologiche, delle analisi economiche, delle tendenze elettorali, delle mille app a cui affidiamo molti nostri comportamenti e scelte?
Sono più affidabili i perfetti risultati digitali fornitici da tanti defeat device; oppure le vecchie misurazioni analogiche?

Personalmente ritengo che stiamo diventando troppo dipendenti da una tecnologia informatica sempre più pervasiva. Ci affidiamo oltremodo e ciecamente ai computer, ai mille marchingegni elettronici, al web.
Secondo me, senza necessariamente rifiutare il meglio che il progresso ci offre, dovremmo recuperare un po' di vecchio buon senso. Una saggezza derivante dalla concreta e reale esperienza; dallo studio e dall'osservazione; dalla cultura, non solo scientifica, ma anche storica, umanistica, artistica, popolare. Dovremmo soppesare bene certi miti e tentazioni pseudomoderne. Dovremmo ritrovare una nostra autonomia di pensiero e giudizio
Infine dovremmo, forse prioritariamente, essere meno materiali e più spirituali, avere capacità di riflessione interiore, desiderio di contemplazione, voglia di utopia, senso religioso (in ogni possibile accezione) della vita.

P.S.  Aggiungo che, per certi aspetti: correre aiuta a "mantenere i piedi per terra". Very Happy
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Messaggio Da -francesco- il Gio 24 Set 2015, 13:34

Domanda per gli smanettoni. E' vero che con la nuova versione di Windows l'avvio del pc diventerà di molto più veloce?
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Messaggio Da simpep il Gio 24 Set 2015, 15:41

Zivago nella tua analisi c'è qualcosa che non mi trova in sintonia.

Tu tratti argomenti come il computer come se fossero un mito dell'era moderna.
Per me sono solo delle macchine, macchine la cui capacità principale è quella di fare conti.
Con la differenza che lo fanno ad una velocità di qualche ordine di grandezza maggiore di un uomo normale.
Quando parli di algoritmi sembra quasi che esistano perché presenti sotto forma di programma dentro un computer.
Ma non è così.
Gli algoritmi sono semplici istruzioni che vengono implementati per svolgere la stessa sequenza di calcolo che applicherebbe un esperto sull'argomento. Non esiste alcun algoritmo software se prima non c'è qualcuno capace di risolvere "a mano" lo stesso problema.
La vera convenienza di far fare i calcoli al computer è solo perché l'uomo ci metterebbe molto più tempo.
Poi c'è l'aspetto che il PC in quanto macchina non si annoia nel fare enne volte lo stesso calcolo.
Non arriva di mattina in ufficio con i problemi di coppia del giorno prima o con quelli della rata del mutuo da pagare.
Il PC imperterrito continuerà ad applicare l'algoritmo a differenza dell'uomo che ogni tanto e distratto da altre cose e sbaglia nel fare anche di conto.
Il computer va visto solo così, una macchina che esegue funzioni di calcolo velocemente e null'altro.
D'altronde confrontare i buchi fatti a mano in un'era in cui esiste il trapano credo abbia solo un valore nostalgico rispetto al tempo che nel frattempo è passato.
Poi è anche vero che in alcune aree di ricerca si tenta di simulare al computer le capacità decisionali dell'uomo. Ma questa non è l'informatica attualmente diffusa, è solo un'area di ricerca e di nicchia.
Anche perché credo che il vero problema stia nel fatto di non aver ancora scritto un modello di algoritmo capace di simulare il comportamento di un individuo e che la faccenda presenta anche un grado di complessità enorme proprio perchè i comportamenti dell'uomo non sono facilmente stereotipabili.
Per sviluppare l'algoritmo "UOMO" quale uomo si dovrebbe prendere a riferimento senza fare entrare in gioco la sua storia, la sua cultura, le sue origini, etc, etc ?
Insomma credo sia una strada ancora molto, ma  molto lunga da percorrere sul piano scientifico.
Poi però c'è anche da dire che l'utilizzo continuo di una macchina, computer compreso, faccia si che il rapporto con questa tenda ad essere umanizzato. Si tende a proiettare sulla macchina comportamenti che in linea di massima rispecchiano i propri, la macchina diventa un collaboratore, un amico. Ma questo credo sia dovuto alla nostra necessità di far riflettere sul mondo esterno la nostra personalità.
Quante volte non vi è capitato di esprime una frase ad un macchinario come se questo fosse un soggetto umano capace di decidere e di scegliere ?
A me capita tante volte e le frasi che uso sono del tipo "stavolta ho vinto io ! " oppure dando un bel pugno nella carrozzeria dell'apparecchio "visto  ! che con le dovute maniere fai quello che devi fare ! "
Ma fra questo è pensare che sia la macchina ad aver deciso cosa fare ce ne passa !
Vado alla tua ultima proposizione sulla spiritualità.
Tu scrivi : "Essere meno materiali e più spirituali".
Ma la nostra spiritualità non è forse uno stato che si è sviluppato sulla materia organica ?
La nostra spiritualità ha come supporto i nostri pensieri e questi esistono (forse solo per la nostra specie) a patto che esista una struttura biologica di supporto. Insomma la vedo un po difficile percentualizzare la proporzione giusta fra materiale e spirituale anche perchè ognuno di noi anche in questo è unico e unica è la sua "giusta" proporzione.
Beh basta così, credo di essere andato ben oltre l'argomento proposto.
Comunque, ottimo spunto e sei avrai voglia di esprimerti ancora sul tema ti leggerò volentieri.
Tanto se qualcuno si annoia, dopo un paio di righe passerà ad un altro thread !  Very Happy

Una questione di priorità 3524214560 >sim

PS:
-francesco- ha scritto:Domanda per gli smanettoni. E' vero che con la nuova versione di Windows l'avvio del pc diventerà di molto più veloce?

Francesco, per la mia limitata esperienza, il tempo di boot di un PC è di gran lunga più condizionato dall'hardware

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Messaggio Da -francesco- il Gio 24 Set 2015, 18:27

Ok, grazie!
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Messaggio Da zivago il Ven 25 Set 2015, 19:52

Ciao Simone.
Sai, se c'è uno che del computer, con annessi e connessi, non ne fa un mito: quello sono proprio io.
Per me il computer è uno strumento benedetto/maledetto: che mi dà da mangiare ma, allo stesso tempo, mi fa dannare.
Figurati che con il computer ci lavoro mediamente 10 ore al giorno con applicazioni industriali high-end. Opero con il sistema CAD/CAM/CAE "Siemens NX": il software costa ca. 35.000 € oltre a 1.500 €/annui di canone manutenzione; per l'hardware (workstation) siamo sui 4.000 € (ca. 2000 € solo di scheda grafica) e, per di più, devo sostituirlo per obsolescenza ogni 2-3 anni. Una situazione, ahimè, necessaria quanto maledetta!

Quello che io intendevo dire è che, per buona parte, quello che i computer fanno, ma soprattutto come e con quali priorità operano, non siamo certo noi utilizzatori finali a deciderlo. Anche quando ci fan credere di far fare alla macchina ciò che noi vogliamo, in definitiva operiamo secondo schemi e priorità predefinite.
Neppure i più esperti professionisti informatici, nemmeno gli sviluppatori software, neanche gli ingegneri hardware sanno, fino in fondo, come e cosa fanno i sistemi operativi e le applicazioni; casomai ognuno di loro ne conosce una parte e, parzialmente, può gestirne solo alcuni aspetti.
C'è da aggiungere, inoltre, che la tecnologia è sviluppata dalla scienza ma è posseduta e gestita dalle grandi imprese che hanno, come obiettivo prioritario, la vendita e la distribuzione di dividendi agli azionisti; sono dunque loro a decidere le caratteristiche del prodotto e a convincerci della bontà delle prestazioni. Il “caso Volkswgen” che ho menzionato ne è un esempio.

Tu dici, caro sim, che computer e relativi  programmi alleggeriscono il nostro lavoro, che le macchine sono più veloci, più precise e instancabili di noi volubili umani. Hai ragione, è vero; per di più, oggi come oggi, sarebbe impensabile lavorare, forse persino vivere, senza l'aiuto dei calcolatori.

La questione che io sollevo è però un'altra: in questi ultimi 30 anni, la massiva presenza dei computer e l'uso che ne facciamo ha migliorato il mondo?
Si stava meglio quando dovevamo farci i calcoli con il regolo logaritmico (te lo ricordi?); o adesso con l'excel?  Si comunicava, apprendeva, ideava, creava, collaborava meglio quando non c'erano computer e web; oppure con l'odierno velocissimo scambio di informazioni: che è sì quantitativamente enorme, ma qualitativamente piuttosto superficiale, assai inattendibile, spesso poco edificante e, nel complesso, così poco formativo?  Mediamente i popoli, non solo quelli dell'occidente industrializzato, stanno meglio adesso o prima? L'ecosistema, ora tanto precisamente monitorato e analizzato con sofisticatissimi modelli matematici elaborati da potentissimi calcolatori, è cambiato in meglio? E che dire dei modi di vita e di consumo, della civile convivenza, della solidarietà, della cultura, delle arti?
Perfino lo sport è stato cambiato dalle tecnologie informatiche. Nella fruizione è diventato sempre più virtuale: da guardare stando in casa davanti ad un monitor. Nella pratica è sempre più mediato da misurazioni e tabelle di allenamento elaborate (e propinate) dai computer; viceversa, è sempre meno valutato dalla concreta esperienza umana di competenti allenatori o sportivi praticanti.

Come vedi, buon simpep, io non mitizzo certo l'uso del computer: tutt'altro. Ma non equivocare, non sono un nostalgico, e nemmeno un luddista (seguace di Ludd). Non sogno l'arcadia, non vado alla ricerca di una mitica Shangri-La .
Dico semplicemente che il progresso (pro=avanti – gressus=passo) è tale se migliora una situazione data. Dico che non è solo la scienza a migliorarci la vita; che la tecnologia non è neutrale, tanto più se è padroneggiata da pochi; che non dobbiamo mai confondere il mezzo con il fine; che le necessarie priorità non debbano esserci artatamente suggerite. A che serve avviare il computer con qualche secondo in meno? ; impiegare qualche minuto in più per un calcolo o per un download ? ; poter archiviare migliaia di immagini, brani musicali o film che, per la maggior parte, quasi mai riguarderemo o risentiremo? ; possedere potentissimi smartphone per stare poi, perennemente, col dito a “scrollare” sul suo schermo per inviare o ricevere frasi fatte di pochi monosillabi  ? ; poter essere sempre e dovunque connessi, H24, a un social network se poi, proprio a causa di quel "auto-isolamento" dal mondo che ci circonda, non siamo in grado di articolare compiutamente un'idea, declinare un pensiero, argomentare una critica ?

P.S.
simpep ha scritto:Ma la nostra spiritualità non è forse uno stato che si è sviluppato sulla materia organica ?
Secondo la concezione materialistica marxiana che mi ha formato, dovrei dirti che è proprio così. Ora però, sarà per le esperienze della mia vita oppure perchè invecchio, non ne sono più così sicuro.

P.P.S.  Nei tuoi post Simone, sottolinei spesso che le tue opinioni sono del tutto personali, che ognuno la vede a proprio modo, che ogni caso è a sé stante, che le convinzioni e le scelte dipendono dall'individuale personalità, ecc. .
Ma è evidente che debba essere così e che così è giusto che sia. È, tuttavia, altrettanto ovvio che in un forum, come in qualsiasi altro consesso, si discute con lo spirito di convincere ed essere convinti. Affermare, quasi a scusarsene, che le proprie opinioni sono strettamente “personali” a me pare una mortificante, aprioristica rinuncia a persuadere chi ci ascolta; al contempo mi sembra una chiusura al confronto e alla considerazione delle altrui opinioni perchè... tanto alla fine ognuno rimarrà sulle sue posizioni.

P.P.P.S.  Complimenti per il tuo recupero podistico in geometrica progressione. Avanti così, inesorabilmente... ma con la necessaria prudenza. ok
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Messaggio Da simpep il Ven 25 Set 2015, 21:34

Zivago, cerco di essere breve.
Per quanto riguarda il computer credo che le nostre opinioni riflettano fortemente le reciproche esperienze nel settore e, da quello che scrivi, credo che queste siano state molto diverse anche se per tutti e due questo campo ci ha fatto da sostegno economico.
Forse bisognerebbe raccontarsi meglio la storia per capire se e quali differenze hanno poi creato atteggiamenti diversi, ma penso che questo non sia il luogo adatto.
Per quanto riguarda l'esposizione delle idee.
Non è per sminuire il confronto, è che a me non va di urtare la sensibilità degli altri con atteggiamenti del tipo " io ho la verità e te la insegno".
In fondo, il mio, credo sia un atteggiamento difensivo della serie: "Ti dico come la penso per sapere come la pensi, ma non vorrei offenderti o aggredirti con le mie opinioni", "Non voglio venderti le mie idee, voglio soltanto esporle perché sono interessato a sentire la tua opinione".
Ho sempre creduto che avere idee e saperle esporre ed essere convincenti non implichi l'aggressività verbale tipica più del "tifo" che della competenza.
E comunque non credo per niente che alla fine di uno scambio sereno di opinioni tutti si rimanga nelle stesse posizioni di prima.
Credo che questa verità sia inversamente proporzionale all'intelligenza e alla cultura delle persone che dialogano.
Io penso che se si ha un minimo di curiosità per le conoscenze e opinioni altrui, a valle di uno scambio di idee, si acquisisca sempre, anche inconsapevolmente, qualcosa da aggiungere alla propria attrezzatura mentale per capire il mondo.
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